Impostazione colore in Photoshop (rev.0)

March 25, 2015  •  Leave a Comment

Premessa

Qualche mese fa ho configurato un macbook pro di un amico fotografo: prima accensione, installazione dei programmi Lightroom e Photoshop, plugin Nik, e altri SW di contorno. Come mia abitudine, quando apro un Photoshop che non è il mio, vado a ravanare nelle configurazioni del programma per fare il setting come piace a me, tra le quali la mistica (o mitica..) finestrella delle impostazioni colore, qui mi accorgo con stupore che le impostazioni di default di Adobe sono alquanto bizzarre.

Ho pertanto deciso di scrivere questa breve guida che non ha pretese di spiegare tutto il sapere che sta dietro a quella finestra (e che probabilmente a molti di voi non interesserà mai), ma solo di mettere una pezza ad un 'default' che può solo creare scompiglio.

Per tale ragione non vengono illustrate le "altre opzioni", questa guida è quindi solamente un buon inizio per conoscere meglio la gestione colore di Photoshop, per le altre opzioni avanzate vi rimando quindi a siti più autorevoli, come quello di Boscarol o Marco Olivotto.

Alla prima installazione di Photoshop, Adobe propone questo setting per le impostazioni colore

(Visibili dal menù ‘modifica – impostazioni colore’ oppure via più breve: CMD+Shift+K)

 Figura 1

Queste impostazioni non hanno molto senso e sono concettualmente sbagliate e quindi vanno assolutamente modificate. Vediamo perché e soprattutto come.

Innanzi tutto (vedi Fig.1) mettendo nelle impostazioni ‘colore del monitor’ (1) il programma assumerà come spazio di lavoro RGB il profilo del monitor: orrore! 

Il profilo monitor non ha alcun significato al di fuori del nostro sistema, descrive la nostra periferica (nel momento in cui è stato creato, poi cambierà inesorabilmente nel tempo..) ma non quella di altri.

Generare un file immagine che incorpori un profilo del nostro monitor ha senso solo per il nostro sistema, ma neanche troppo, mentre un profilo standard come sRGB, Adobe RGB e ProPhoto RGB è una sorta di linguaggio universale che può essere correttamente interpretato.

Figura 2

Inoltre quando apriamo un file con un profilo diverso, PS ci darà un avvertimento molto criptico (Fig.2), se scegliamo l’opzione di default proposta, PS eliminerà il profilo incorporato sostituendolo con quello del monitor (tragedia!) mentre, se masticate un minimo di nozioni sulla gestione del colore dovreste sapere che l’opzione corretta, in questo caso, è la prima (quindi mantenere il profilo incorporato).

Inoltre nei criteri di gestione di colore (zona 2 in Fig.1), imposta di default ‘disattivato’ su tutte le voci, quindi altro disastro: Photoshop ci avverte soltanto nel caso che il profilo colore incorporato nel file che stiamo aprendo non coincida con quello definito come spazio di lavoro standard (Fig.2), ma quando il profilo è assente o stiamo incollando un documento con un profilo diverso non dice nulla e assegna all’immagine quello del monitor! Ricordiamoci dei numeri che assumono significati diversi in profili colore diversi, mentre invece si devono cambiare i numeri per avere i medesimi colori.

Ecco cosa succede se apriamo un’immagine con profilo Prophoto incorporato, seguendo i dettami di Adobe e cliccando ok sul messaggio di fig.2 con l’opzione di default.

Mentre l’immagine, correttamente interpretata con il profilo prophoto embedded, dovrebbe apparire così

Sembrano due pianeti diversi!

Appurato che quelle che Adobe ci propone di default NON sono quelle corrette, quale sono quelle giuste? La risposta è: dipende! Dando per scontato che questa disamina interessi a noi fotoamatori vi dirò come mi comporto io.

Potete impostare Prestampa Europa 3 che è quasi perfetto per i nostri scopi.

più saggiamente imposta uno spazio di lavoro ampio e standard, Adobe RGB, inoltre ha dei criteri di gestione del colore adeguati al nostro scopo, quindi: manterrà il profilo colore incorporato in tutti e tre i casi, ci avviserà quando apriamo un documento che non ha un profilo colore o che non corrisponde a quello impostato come spazio di lavoro e, non ultimo, ci avvisa se incolliamo file con profili colore differenti. Personalmente preferisco impostare come spazio di lavoro il più ampio Prophoto RGB,  non selezionare “profili non corrispondenti”, e grigio gray gamma 1,8 per cui la mia scelta è la seguente:

le impostazioni dello spazio di lavoro Grigio vanno collegate a quelle dello spazio di lavoro RGB. Se in RGB usate sRGB o Adobe RGB, Grigio va impostato su Gray Gamma 2,2. Se in RGB invece usate ProPhoto, Grigio va impostato su Gray Gamma 1,8. Le impostazioni Dot Gain hanno a che fare con la stampa monocromatica e sono importanti se dovete convertire in quello spazio colore, altrimenti non hanno una grandissima utilità (Olivotto docet ;=))

La ragione per cui non seleziono “profili non corrispondenti” è che utilizzando lo spazio di lavoro Prophoto e salvando i miei file in sRGB ogni volta che li riapro devo poi sorbirmi il popup che mi avvisa, mentre invece preferisco tenere attivo l’avviso sul tipo di profilo del documento (Fig.3).

Figura 3

That’s All!


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